18 Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20 Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21 ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 22 Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23 Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. 24 Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25 senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
Matteo 1,18-25

Il ver.18 del nostro brano porta con sé una delicata “obiezione”! Dopo la memoria della grande ascendenza che precede la nascita di Gesù, qui, al ver.18, quel “così fu generato Gesù Cristo …” vuole delicatamente ma positivamente affermare l’assoluta particolarità di questa nascita! Dunque, quel “così fu generato” porta la sottolineatura di una differenza sostanziale con le nascite citate nella Parola che abbiamo ascoltata ai vers.1-17!
Non sono sicuro per la versione italiana che al ver.18 dice che Maria “si trovò incinta” sia del tutto fedele: di per sé, il significato più immediato è “fu trovata incinta”. Faccio questa precisazione senza voler sottolineare una differenza necessaria rispetto alla scelta del traduttore italiano. Resta che l’avvenimento è fortemente segnato dalla delicatezza della situazione.
D’altra parte tutto questo è ciò che attribuisce al nostro brano la sua assoluta preziosità!
La vicenda di Giuseppe e la sua accoglienza della Parola di Dio è così forte e profonda da stabilire per noi un legame prezioso tra questo brano e il testo dell’Annunciazione a Maria di Luca 1,26-38!
In un cima molto più spoglio si può ricevere la Parola di oggi come “l’annuncio a Giuseppe”!
E Matteo propone una responsabilità preziosa di Giuseppe, che sembra “passare” dalla sua fedeltà al Signore secondo la Legge all’accoglienza della grazia divina che ora lo visita!
Anche Giuseppe, come Maria, “non deve temere”! (ver.20).
E sarà lui a dare il nome al Bambino: “Tu lo chiamerai Gesù”.
Nome di divino rilievo perché nel linguaggio ebraico questo nome significa “salvezza di Dio” o “Dio salva”!
“Egli infatti salverà il suo popolo – notiamo come è preziosa la precisazione “il suo popolo”, che è il popolo di Dio, e quindi il suo popolo – dai suoi peccati”!! (ver.21).
I vers.22-23 sono la meravigliosa ulteriore “spiegazione” che l’Evangelista ci dona con la citazione di Isaia 8,8.10! Così ci viene regalato anche un “secondo” nome di Gesù: “A Lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa “Dio con noi”!!
Giuseppe è pienamente obbediente! Egli “fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa”: è l’augurio che oggi mi piace fare a tutti i miei fratelli e sorelle che stanno per entrare – o vi sono già! – nel dono delle nozze: un’obbedienza sublime, più profonda e più forte di ogni difficoltà e timore!
Così l’obbedienza silenziosa e radicale di Giuseppe!
E quindi l’evento supremo della nascita del Figlio di Dio dalla Vergine! Tutto raccolto nel ver.25, una breve decisiva Parola, per la quale non oso fare obiezioni al traduttore.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.
Ci colpisce l’atteggiamento di Giuseppe, davvero “uomo giusto”: intende trattare la sua sposa con umanità, con delicatezza e rispetto. Quando l’uomo si comporta così, Dio si dà subito da fare, ed è un intervento di grazia, di amore. Rassicura Giuseppe: “Non temere…” Gli manifesta l’evento che sta per compiersi: un’opera dello Spirito in Maria. Gli dà un incarico prezioso: “Tu lo chiamerai Gesù”. Dandogli il nome, Giuseppe avrebbe introdotto il bambino nel popolo di Abramo e dei suoi successori. Gesù, cioè Salvatore, poiché “egli salverà il suo popolo dai suoi peccati”: non dai nemici, ma da ciò che rende l’uomo schiavo, infelice, sofferente. C’è anche un altro nome: Emmanuele. Nessuno – credo – ha mai chiamato Gesù con questo nome, ma esso descrive la meravigliosa realtà: “Dio con noi”.