Ora io voglio ricordare a voi, che già conoscete tutte queste cose, che il Signore dopo aver salvato il popolo dalla terra d’Egitto, fece perire in seguito quelli che non vollero credere, 6 e che gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. 7 Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno.

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Fermiamoci un momento sull’importanza di questo “ricordo”. Giuda non dice nè insegna loro cose nuove. Anzi, afferma “già conoscete tutte queste cose”(ver.5). Il valore del ricordo non è solo e tanto collegato con una dimenticanza, quanto con la perfetta attualità della Parola di Dio. Essa infatti è potente, anche per noi oggi, a illuminare la storia nella quale viviamo con la sua forza creatrice e redentrice. Pur essendo quindi in certo modo “già conosciuta”, è sempre nuova, sia in se stessa, perchè essendo parola di Dio, è “infinita”, cioè non ha mai finito di illuminarsi e crescere; sia perchè ad ogni nuovo quesito posto dalla vicenda umana, essa svela sempre vie nuove di comprensione e di azione.
Dunque, questa Parola antica e sempre nuova attualizza nel presente quello che nel passato ha già operato. Per questo la memoria di tale passato non è nostalgica evocazione di cose finite, ma illuminazione del mistero di Dio che svela e guida la realtà presente. Per questo siamo invitati a far nostro il giudizio che la Parola ha espresso nel passato.
Al ver.5 si ricorda che la salvezza dei padri dall’Egitto non è stata per loro garanzia di assoluzione nel tempo successivo e quindi esenzione dal giudizio divino. Al ver.6 si fa memoria di un passaggio di Genesi 6,1-4, dove si dice che i “figli di Dio”, che qui sono gli “angeli”, hanno lasciato “la loro dimora”; mi sembra significhi che non sono stati fedeli al volto nuziale della loro comunione con Dio. Al ver.7 si dice questo degli abitanti di Sodoma e Gomorra; dove la versione italiana afferma che “sono andate dietro a vizi contro natura”, il testo porta alla lettera “andarono con carne altra”, ricordando il tentativo di unirsi carnalmente a degli angeli (vedi Genesi 19). Quindi, prima gli angeli nei confronti delle figlie degli uomini, e poi gli uomini nei confronti degli angeli, entrambi hanno voluto tradire il loro vincolo di comunione con Dio.
Il giudizio su questi antichi adulteri è ora presente nei confronti di quegli “individui empi” di cui ascoltavamo al ver.4, che con le loro dottrine stravolgono la comunione d’amore che Dio Padre, in Gesù Cristo, ha stabilito con l’umanità.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.