5 La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò. 6 Così possiamo dire con fiducia: Il Signore è il mio aiuto, non avrò paura. Che cosa può farmi l’uomo?
Ebrei 13,5-6

La Parola del Signore oggi ci regala una splendida “descrizione” della povertà evangelica!
Il “senza avarizia” del ver.5 è, alla lettera, “non amante del denaro”, che bene esprime la sostanza della povertà evangelica!
Questa “povertà” accompagna sempre la fede cristiana, per la quale siamo sempre dei “poveri” che hanno assolutamente bisogno di essere salvati!
L’ “accontentatevi di quello che avete” è felicemente reso nella versione latina con “contenti praesentibus” dove si vuol dire che ci si accontenta, ma mi piace pensare che si è anche “contenti”!
E tale “contentezza” nasce dal fatto che “Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò! (ver.5).
Dunque la nostra pace riconoscente è dovuta non solo dal nostro accontentarci di quel poco che abbiamo, ma anche e soprattutto perché il Signore sempre ci aiuta e ci salva!
La nostra povertà è la condizione che bene esprime il nostro bisogno di essere sempre salvati!
Ed è per questo che “non avrò paura”: perché “il Signore è il mio aiuto”! (ver.6).
La citazione del Salmo 117,6 intreccia meravigliosamente tra loro la nostra “piccolezza-povertà” e l’amore del Signore che ci salva!
Tale è la nostra pace.
Dio ti benedica e insieme ringraziamo il nostro caro Signore. Francesco e Giovanni.